COSTRUTTORI DI PONTI?

SCHEDA PER LA VERIFICA

Carissimi,

                          ci avviamo verso la conclusione di un anno pastorale dove abbiamo riflettuto sull’importanza di costruire ponti, con l’aiuto di Cristo Gesù, attraverso relazioni autentiche e fraterne. Mi sembra opportuno vivere un momento assembleare con tutte le persone impegnate nella Caritas per verificare il cammino fatto, per prendere coscienza dei doni del Signore, per raccogliere proposte per svolgere il nostro servizio con competenza e maggiore attenzione a quanti arrivano in cerca di un pezzo di pane, di un po’ di affetto, di un luogo dove sentirsi a casa.

Suggerirei tre punti per tale verifica:

  1. L’APERTURA. I ponti sono possibilità di incontro e di apertura verso i fratelli che la provvidenza mette sul nostro cammino. Tutti facciamo un po’ fatica a fare spazio agli altri, magari pensando così di poter gestire meglio i diversi servizi. Il problema non è l’ordine e l’armonia, ma come ricordava ultimamente Papa Francesco alla diocesi di Roma, il ‘metterci il cuore’ nelle cose che si fa e l’accettazione dello ‘squilibrio’ delle beatitudini. Quando si ha paura di ‘allargare la cerchia’, di essere ‘scavalcati’ …non si va lontano. Viviamo questa apertura? Siamo riusciti a coinvolgere altri volontari? Stiamo pensando a chi verrà dietro di noi?
  2. LA CORRESPONSABILITÀ. La Caritas è viva non quando pochi fanno tutto ma quando tutti fanno poco.  I diversi servizi si gestiscono grazie alla disponibilità dei responsabili e delle loro equipe. Ora si tratta di passare dalla collaborazione alla corresponsabilità, come richiede una chiesa sinodale cioè che cammina insieme. E’ bene che ogni settore abbia una certa autonomia nell’agire, solo quando ci sono delle questioni importanti si trattano nell’incontro tra tutti i responsabili di equipe. Occorre maturare un atteggiamento di fiducia e crescere nella collegialità cioè nella capacità di prendere le decisioni insieme. Come possiamo crescere nella corresponsabilità? Di quali strumenti possiamo dotarci perché tutto ciò sia facilitato? Come relazionarsi tra i vari servizi?
  3. LA SPIRITUALITÀ. La carità non è questione di fare qualcosa per gli altri, come pagare una bolletta o un biglietto per il treno, ma nell’accompagnare fraternamente dei fratelli e delle sorelle verso l’autonomia e l’inserimento nella comunità. Questo con le proprie forze diventa difficile, quasi impossibile. È importante saper scorgere il volto di Cristo crocifisso nelle persone che incontriamo e questo richiede la preghiera, l’ascolto della Parola, la Celebrazione Eucaristica. Solo una vita interiore profonda ci permette di evitare il chiacchiericcio che spesso e volentieri ci imprigiona e non ci rende liberi e veri. Come possiamo crescere insieme nella spiritualità? È possibile vivere momenti comuni che ci aiutino a crescere in questa dimensione? Quali proposte concrete?

Prima dell’assemblea ogni equipe preveda  un incontro per preparare l’incontro comunitario. Grazie per quanto fate per la Chiesa e per i poveri in maniera gratuita e disinteressata e perdonatemi per questo impegno in più.

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