ATTENTI ALLA CONFLITTUALITA’

Lettera dalla Caritas settembre 2019
 
Il centro di Cosenza. Tra pub e negozi, sull’isola pedonale, c’è tanta gente che passeggia. Ad un tratto un bimbo di origine nordafricane si avvicina ad un passeggino con una bambina. Avrà pensato di farle un sorriso o di darle una carezza, ma il papà italiano reagisce con un calcio sferrato con violenza alla pancia del piccolo di solo tre anni. I passanti non rimangono a guardare, ma soccorrono il piccolo accasciato al suolo, mentre l’aggressore scappa via. Fortunatamente un medico presente constata che non ci sono lesioni gravi, ma sicuramente nell’animo di un bambino si è aperta una profonda ferita, non facilmente rimarginabile.
 
Questo tristissimo episodio dice ancora una volta una generale e sempre più preoccupante carenza di umanità, di cultura, di apertura. Ci vuole poco per classificare e giudicare le persone in base alla razza, alla religione, al sesso ma in realtà la guerra e la pace, l’amore e l’odio, la vendetta e il perdono non hanno colore.
 
Queste considerazione ci ha spinti ad attivare presso la Caritas diocesana un’equipe che si occuperà di ‘pace e mondialità’. Convinti che la pace si insegna e s’impara vorremmo portare il nostro piccolo contributo nell’educazione alla pace e alla cittadinanza glocale, forse oggi uno dei compiti più urgenti della scuola, della nostra società e della Chiesa, per imparare a vivere in un mondo complesso, interdipendente e multietnico. E vorremmo iniziare proponendo agli studenti un progetto educativo a partire da una mostra sui “Conflitti dimenticati”, in collaborazione col SOS missionario, per non dimenticare quella che papa Francesco ha chiamato la “terza guerra mondiale a pezzetti”. Il conoscere e prendere coscienza della pericolosità e inutilità dei grandi conflitti potrà essere di aiuto ad eliminare le piccole guerre, anche quella che un papà italiano dichiara ad un piccolo nordafricano di solo tre anni, per il semplice fatto di essersi accostato per una carezza o per un sorriso.
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