ANCORA NATALE…PER COSTRUIRE PONTI

Natale.

Dio svuota se stesso,
fino a farsi bambino.
Tende le braccia
verso Colei che lo ha generato

e riposa sul cuore della Madre.
E’ l’incontro tra l’umano e il divino,
il ponte più bello,
il più necessario.

Natale.
Dio emigra,
dal cielo verso la terra,
come le rondini a primavera,
come le greggi, che d’inverno,
dai monti scendono in pianura,
come i popoli del sud
in cammino verso il nord del mondo.
Chiunque è in cerca di vita,
di un po’ di pace, di uguale dignità,
trovi, non un freddo rifugio
ma il calore delle nostre case
e delle nostre chiese.

Natale
Dio partorito
nel grembo della storia,
abbraccia la sua Mamma,
che volge lo guardo verso di noi.
E quasi ci implora: apri
le tue orecchie al grido del povero,
i tuo occhi sui segni dei tempi,
la tua bocca a parole di speranza
le tue narici al profumo di Dio,
senza disdegnare l’odore degli ultimi,
le tue mani a fraterni e teneri abbracci.
Gesù Bambino
cresci in noi
perché insieme a te,
con l’aiuto del giusto Giuseppe,
possiamo costruire nuovi ponti,
riparare quelli pericolanti
e progettare quelli che mancano.
Torni a circolare la carità
dentro le nostre, stupende
ma problematiche, relazioni.

Natale.

Nell’incontro
con Gesù sia la nostra vita.
Nell’incontro
con gli altri sia la nostra speranza.
Nell’incontro
con i poveri sia la nostra gioia.

Auguri.

Buon Natale.

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